Nel Natale 1222 San Francesco (allora non ancora sacerdote) si trovava a Betlemme dove assistè alle funzioni liturgiche della nascita di Gesù. Ne rimase talmente colpito che, tornato in Italia, chiese a papa Onorio III di poterle ripetere per il Natale successivo. Ma il papa gli negò il consenso, permettendogli solo di celebrare la messa in una grotta invece che in chiesa. Nella notte santa, nella zona di Greccio (in Umbria) San Francesco depose un neonato in una mangiatoia e la presentò ai fedeli perché la venerassero come simbolo del Bambino Gesù:così accorsero dai dintorni contadini e alcuni frati, che illuminarono la notte con alcune fiaccole. Il primo presepe con personaggi “non viventi” fu realizzato nel 1283. Ma fu solo nel XVIII secolo che il presepe si diffuse nel Regno di Napoli, ad opera di Carlo III di Borbone: gli artisti Napoletani diedero una rappresentazione della nascita del Salvatore inserendola nel paesaggio naturalistico campano, incrociata da scene di vita, tipiche dell’epoca. In quell’epoca vennero realizzati i primi pastori in legno con fili di ferro, abbigliati con indumenti tipici di quel periodo. Ogni famiglia, in occasione del Natale, costruiva un presepe in casa secondo i canoni tradizionali, utilizzando vari materiali, secondo delle disponibilità economiche. Le Scarabattole (mobiletti in vetro e legno) e le campane sono degli esempi di prespe che costituivano nel ‘700 un oggetto di arredamento nelle case dei Napoletani.